Terapie Farmacologiche e Progetti di Ricerche

 
 

 

Trattamenti biochimici

Con Qualche persona autistica si sono ottenuti miglioramenti significativi nell’elaborazione di informazioni, nelle ipersensibihità sensoriali, nella comunicazione, nello stato d’animo e nel comportamento, con varie diete e additivi mirati ai sistemi biochimico e immunitario ed ai disturbi metabolici.

Dopo la scomparsa di tutti i segni dell’autismo, qualcuno ha identificato questi problemi con le cause; altri li hanno considerati come aggravanti dell’autismo e hanno trovato che, pur se la condizione non veniva eliminata, era però migliorata in modo significativo.

Fondamentalmente, l’approccio biochimico funziona migliorando l’efficienza dell’elaborazione delle informazioni. Qualcuno lo fa aumentando le sostanze nutritive che aiutano il funzionamento generale del cervello, altri fornendo additivi dove si scoprono deficit nutritivi o eliminando le cause di fondo di tali deficit. Qualcuno lavora cercando di correggere gli eccessi o gli squilibri nella chimica cerebrale. E’ importantissimo in ogni caso che la gente cerchi i consigli di professionisti per cose che, usate erroneamente, possono potenzialmente fare più male che bene. Taluni dei diversi trattamenti usati con persone autistiche includono:

I ) Diete per la Candida

L’efficienza dell’elaborazione delle informazioni è influenzata dal rifornimento di sostanze nutritive al cervello. Una delle cause principali di interferenza nella fornitura dei nutrimenti, sono le difficoltà dei sistemi immunitario e autoimmune. Una delle cause sottostanti tali problemi e che si verifica più comunemente è la Candida Albicans.

Questa può interessare lo stato generale di salute (sistema immunitario), così come portare ad allergie multiple al cibo o a sostanze chimiche (correlate al sistema auto—immunitario). Può anche causare o aggravare una condizione chiamata Ipoglicemia reattiva che può portare a gravi fluttuazioni o squilibri ormonali così come a deprivazione intermittente nel rifornimento di ossigeno e glucosio del sangue al cervello.

 

La Candida albicans è un’infezione da fungo; si verifica quando l’equilibrio naturale della flora nel tratto intestinale è disturbato. I fermenti in genere vivono lì, si moltiplicano con l’assunzione di alimenti come gli zuccheri raffinati e muoiono naturalmente. La loro moltiplicazione è generalmente controllata dal sistema immunitario naturale del corpo ("germi buoni"), così che anche con una dieta ad alto contenuto di zucchero, il loro numero può essere mantenuto basso nella maggior parte delle persone.

Quando l’immunità naturale del corpo si riduce, in genere si autocorregge dopo un po’ perché i "germi buoni" si rimoltiplicano, ma se viene costantemente e cronicamente attaccata, la quantità dei germi non è sufficiente e i fermenti non vengono tenuti sotto controllo. Se ciò avviene, questi si moltiplicano con una velocita tale da produrre troppe sostanze tossiche perché il corpo possa gestirle.

La tossicità può farvi sentire fisicamente indeboliti o provocare sofferenze croniche o dolori: cosa ancor più grave, come tutti i tipi di intossicazione, può ledere il cervello. Ciò significa che può influenzare i vostri stati d’animo, le vostre capacità di risposta o di efficiente elaborazione delle informazioni, proprio come può fare l’alcool.

 

Le cause della Candida albicans sono numerose: possono comprendere un basso livello immunitario ereditario, una storia di ripetute cure antibiotiche (che uccidono non soltanto i germi dannosi, ma anche quelli "buoni"), l’uso frequente di steroidi (come i farmaci antiasma che distruggono anche l’immunità naturale del corpo) e l’uso a lungo termine di certi farmaci (che sopprimono l’immunità naturale). Tutto ciò contribuisce in modo cumulativo ad eliminare le difese generali del corpo, permettendo la proliferazione dei fermenti.

Un ambiente cronicamente contaminato (fumo di sigaretta, gas di scappamento, aerosol, Profumi, contaminazione da fabbriche), una dieta con forti dosi di additivi chimici come, sostanze coloranti, aromi, conservanti e decoloranti (usati nella maggior parte degli zuccheri e della farina bianca), alcool e mancanza di regolare esercizio fisico (l’esercizio regolare aiuta l’organismo a liberarsi da solo delle sostanze tossiche), tutto può contribuire all’accumularsi della tossicità nel corpo. peggiorando le conseguenze della Candida, e a sovraccaricare l’organismo a tal punto che può far poco per aiutarsi.

Una dieta con alto contenuto di carboidrati raffinati aumenta la moltiplicazione dei fermenti, già priva di controllo, nel tratto intestinale. Questi carboidrati raffinati includono gli additivi zuccherini che si trovano nei cibi in commercio in barattoli e pacchetti, dolci, bevande e cibi fatti con farina bianca. Anche sostanze non nutrienti e fermentanti. come il lievito dei fornai, su cui i fermenti naturali dell‘organismo prosperano e si moltiplicano, contribuiscono al problema. In entrambi i processi di moltiplicazione, così come quando muoiono spontaneamente, i fermenti producono tossine nel sangue e il sistema, già in genere sovrasollecitato, deve cercare di liberarsene.

 

La Candida disturba anche il sistema autoimmunitario del corpo ed è quindi causa importante nello sviluppo di allergie a cibi e sostanze chimiche. Le allergie aumentano ulteriormente lo sforzo del corpo che deve usare la maggior parte dei suoi nutrimenti per opporsi alle reazioni allergiche. Ciò vuoi dire che gravi allergie a gruppi di cibi e sostanze chimiche, possono ridurre l’ossigeno nel sangue, così come consumare tutta una gamma di vitamine e minerali che altrimenti sarebbero usati per il funzionamento del cervello, la regolazione dell’umore e il restauro delle cellule.

La conseguenza della riduzione del rifornimento di sostanze nutritive al cervello, in termini di regolazione dell’umore ed elaborazione di informazioni, è stata definita "allergia cerebrale". Le allergie cerebrali sono quindi la combinazione degli effetti della tossicità sul cervello e delle comuni allergie sulla circolazione e sul rifornimento di sostanze nutritive. Esse possono rendere qualche persona "maniaca" e qualche altra incapace di prestare attenzione o comprendere.

Poiché queste sostanze nutritive sono usate altrove, ciò può non soltanto ridurre l’efficienza dell’elaborazione delle informazioni e la capacità di regolare gli stati d’animo, ma significa anche che il corpo è meno in grado di autocurarsi. Ciò lo rende più soggetto a infezioni e incapace di combatterle, una volta instaurate, portando qualcuno a reazioni allergiche come l’asma e gli eczemi o ad infezioni come le bronchiti croniche o ripetute infiammazioni alle orecchie, agli occhi o al la vescica.

 

Sulla Candida sono disponibili pubblicazioni e si possono ottenere informazioni dall’Autism Research Institute in California (U.S.A.) (indirizzo alla fine del libro). Il trattamento in genere comporta cure antimicotiche, come capsule con alte dosi di aglio o di acido caprilico (olio di cocco) oppure un farmaco antifungino, chiamato Nystatin. Nelle prime due settimane ditale trattamento i sintomi talvolta peggiorano (a causa della frequenza di eliminazione di fermenti drammaticamente aumentata), ma poco dopo in genere si vedono significativi miglioramenti. Oltre a ciò, per migliorare la situazione, sono talvolta necessari cambiamenti dietetici e ambientali che, come le cure antimicotiche, potrebbero protrarsi per sei mesi nei casi lievi o per due anni e anche più se il problema è più grave: non sono dannosi se applicati a situazioni in cui non sarebbero necessari. In ogni caso, dovrebbero essere preferibilmente usati sotto la supervisione di un dietista attento e consapevole di questa condizione.

Potrebbe essere molto difficile trovare questo tipo di aiuto professionale da parte di un medico generico, ma forse più facile nel campo della medicina alternativa o complementare su indicazione della locale erboristeria.

 

2) Ammino—acidi

 

Le ricerche hanno evidenziato che alcuni autistici mancano di determinati ammino-acidi, sostanze che costituiscono proteine e peptidi responsabili degli enzimi, usati dal corpo per scindere o digenire diversi tipi di alimenti. La mancanza di certi ammino-acidi potrebbe, quindi, significare che una sostanza, altrimenti del tutto inoffensiva, può diventare indigesta e tossica per le persone alle quali manca ciò che è necessario per digerirla e per far uso dei suoi elementi nutritivi.

Le conseguenze di squilibri o deficienze di ammino-acidi possono portare ad effetti tossici sul cervello; possono anche portare a squilibri e deficienze di vitamine e minerali che una persona dovrebbe ricavare dalla digestione di un certo gruppo di cibi, ma che non ha, invece, ottenuto perché non in grado di digerirli correttamente e perché le sostanze nutritive essenziali sono state esaurite nel liberare il corpo dalle sostanze tossiche.

Certi ammino-acidi come la dimetilglicina (DMG), derivata dal riso, ( i dettagli su come richiederla per posta sono disponibili attraverso l’Autism Research Institute), hanno fatto riscontrare notevoli effetti nel migliorare la tolleranza alla frustrazione, ho stato d’animo, l’interazione, la comunicazione, i disturbi del sonno e l’elaborazione delle informazioni in un gran numero di persone autistiche così come nel ridurre la frequenza di episodi epilettici in persone affette da questo problema.

Altri deficit enzimatici come quelli responsabili della digestione di un certo gruppo di sostanze contenute negli alimenti, chiamate fenoli, possono essere causa di un gran numero di difficoltà in persone autistiche, come pure l’intolleranza al latte e al frumento, anch’essa dovuta spesso alla mancanza di ammino-acidi o enzimi adatti a digerire questi cibi. Ulteriori ricerche dovranno essere fatte in questo campo, pur se integratori di ammino-acidi sono disponibili nei negozi di alimenti dietetici ben forniti.

 

Anche se questi integratori sono in genere sicuri, è tuttavia importantissimo che una persona informata e qualificata accerti la presenza vera di un deficit enzimatico o di ammmino-acidi prima di iniziare un trattamento a lungo termine con queste sostanze. Un prolungato uso in dose eccessiva porterebbe in realtà a sensibilizzazione (o allergia). E anche importante accertare se la Candida non possa contribuire ad una qualsiasi deficienza in ammino-acidi o a problemi digestivi o di deficienza di vitamine o minerali.

3) Integratori (di vitamine e minerali)

 

Ci sono segnali fisici e comportamentali di deficit di vitamine e minerali, ma, sia pur in assenza di essi, gli integratori possono migliorare l’elaborazione delle informazioni e ridurre l’ansia (e le sue conseguenze), in alcune persone autistiche. I dosaggi, tuttavia, che sembrano portare ai risultati migliori, sono dosaggi alti, o megadosaggi, e dovrebbero essere assunti soltanto in pastiglie o capsule di una formula mista. approvata, di multivitamine e minerali.

In particolare, persone affette da deficit attentivi e iperattività sono migliorate con dosi molto alte di vitamina B6 (preferibilmente come parte di un complesso B), e magnesio (preferibilmente abbinato al calcio), come pure un alto dosaggio di vitamina C (come ascorbato). Le vitamine del gruppo B sembrano avere effetto nel migliorare l’elaborazione delle informazioni (diminuendone quindi il sovraccarico e le sue devastanti conseguenze). Sembra anche che aiutino a ridurre i livelli di stress. Il magnesio è noto come minerale anti-ansia e può avere benefici effetti sulla digestione , sulla regolazione dello zucchero nel sangue, sulla circolazione e l’umore. La vitamina C è un antistaminico naturale, importante quando si sospettino allergie da cibi o sostanze chimiche. E anche un disintossicante naturale e favorisce l’assorbimento del ferro. Il potassio è un altro minerale che può essere importante prendere in considerazione, particolarmente in presenza di un’alta assunzione di sodio o in condizione di ipoglicemia; quest’ultima può causare deficit di potassio, essenziale per l’eliminazione delle tossine e il trasporto di ossigeno al cervello.

E molto importante che le persone si rendano conto che non devono "giocare al farmacista" con gli integratori vitaminici e di minerali e che il farlo potrebbe essere pericoloso. Mentre il corpo si libererà di ogni eccesso della maggior parte dì vitamine e minerali, non riuscirà a farlo con una piccola parte di questi e li assommerà nel corpo con conseguenze talvolta pericolose per la salute. Ci sono, inoltre, vitamine che, assunte isolatamente, possono realmente creare un deficit di altre vitamine. Qualcuna del gruppo B si comporta in questo modo rendendo essenziale, per chi ne ha bisogno, per esempio della B6, l’assumere una combinazione di vitamine del gruppo (contenente tra le altre la B6), piuttosto che la B6 da sola. Una relazione simile esiste tra magniesio, calcio, fosforo, sodio, potassio e vitamina C.

La soluzione più sicura è assumere una pastiglia con alto dosaggio, approvato, di multivitaminico e minerali, in dosi bilanciate e sicure, che non portino a squilibri. I dosaggi raccomandati sono disponibili attraverso l’Autism Research Institute.

Anche se vitamine e minerali si trovano in natura, sono però potenti e non se ne dovrebbe abusare o sperimentare. Il mio consiglio è di prendere soltanto i dosaggi approvati, in combinazioni approvate, sotto la supervisione di un dietista preparato, a conoscenza delle cure megavitaminiche e dell’"autismo", in grado di monitorarne l’uso a così lungo termine.

E anche importante sottolineare che qualche persona può essere allergica o intollerante a certe sostanze o rivestimenti usati nella preparazione di vitamine o minerali e che bisogna considerare seriamente ogni reazione negativa e cercare consiglio prima di continuare a prendere un qualsiasi preparato. E evidente che non tutti rispondenanno alla somministrazione degli integratori e quindi tutto dovrebbe essere usato inizialmente su base sperimentale, solo per un mese, e interrotto) se ci fosse una qualsiasi reazione negativa, ricorrendo ad un consulto.

 

Infine, poiché la Candida albicans, l’insufficienza di acido gastrico o le disfunzioni epatiche possono tutte essere cause di deficit di vitamine e minerali o di incapacità di sintetizzarli in modo adeguato. è molto importante controllare queste possibilità perché potreste altrimienti curare i sintomi anziché la causa.

 

4) Complessi omeopatici

 

 

Varie ricerche nel campo dell’autismo hanno riscontrato:

  • molecole di proteine non digerite nella maggioranza degli autistici;
  • frequenti rilevamenti di gravi deficit di vitamine, minerali o enzimi;
  • notevoli miglioramenti con integratori come: megadosi di B6, vitamina C e olio di primula serotina così come di Mg. Ca, Zn ed enzimi;
  • frequenti casi di Candida come causa sottostante l’intolleranza a molti cibi e sostanze chimiche, indice di "autismo" indotto da allergie;
  • sospetto che disfunzioni del pancreas o del fegato siano alla base di allergie ai composti fenolici (intolleranza ai composti fenolici dell’acido gallico trovato in associazione al disturbo, del deficit attentivo, all’iperattività, alla dislessia e intolleranza al composto fenolico del "malvin", trovata in associazione all’ "autismo", alla dislessia e all’epilessia.

Nel libro Medicina del XXI secolo, il Dr. Julian Kenyon, medico generico specializzato in medicina alternativa,21st Century Medicine, Thorson, 1986, scrive di una condizione facilmente curabile, che merita ulteriore considerazione per la connessione che può avere con i risultati di tale ricerca.

li Dr Kenyon parla di disbiosi. condizione che influenza la permeabilità del rivestimento intestinale: i sintomi iniziali sono largamente fisici e il Dr. Kenyon include segnali come la flatulenza, il gonfiore, il malfunzionamento intestinale, ma anche disfunzioni del fegato, della cistifellea o del pancreas, l’acne, infezioni micotiche, asma, orticaria, eczema. affaticamento post-virale e reumatismi e poi accenna a condizioni come la sinusite cronica e ripetute tonsilliti come indicatori di stress tossico dovuto a sottostante disbiosi.

Egli ipotizza che le cause di fondo o collaterali della disbiosi comprendano le conseguenze dell’uso di antibiotici comuni sull’equilibrio della flora intestinale normale (l’equilibrio di batteri presenti normalmente, che favoriscono digestioni e immunità), così come una nutrizione scadente dovuta all’assunzione di alte quantità di cibi da scarto o lo stress cronico o conseguenze di attacchi di enteriti. Il Dott. Kenion scrive:

La cosa più importante è che sembra esserci un rapporto tra la permeabilità (valore della capacità di filtrare sostanze) della mucosa intestinale (il rivestimento interno dell’intestino) e la normale flora intestinale. Se la flora è anormale o non equilibrata, la mucosa gastrointestinale diventa anormalmente permeabile, come un setaccio con i fori troppo grandi, permettendo l’assorbimento di proteine decomposte in modo non adeguato e il riassorbimento di tossine dal contenuto intestinale.

Sulla connessione di tutto ciò con l’intolleranza al cibo, scrive:

"Ciò è quanto accade spesso nella sensibilità al cibo e, nella mia esperienza, la disbiosi ne è una delle principali cause".

Continua poi descrivendo l’effetto di queste tossine sul fegato, uno degli organi principali coinvolti nella sintesi di vitamine e minerali, così come nella regolazioni del metabolismo di zuccheri, grassi e proteine.

Egli prosegue facendo un collegamento con le proteine e l’efficacia della terapia megavitaminica dicendo:

I batteri intestinali possono sintetizzare le vitamine, soprattutto del gruppo B. ma anche la vitamina K. Nella disbiosi, ha maggioranza delle vitamine prese per bocca, sia nei cibi sia nella sostituzione vitaminica, sarà assunta dai bacteri anomali, portando ad un deficit vitaminico.

Ciò può essere il motivo dell’efficacia di forti dosi di vitamine, mentre dosi basse non danno risultati...

La mia ipotesi è che, se la disbiosi di fondo fosse adeguatamente curata, sarebbe allora sufficiente una dose minore di vitamine.

 

E sulla connessione tra disbiosi e Candida scrive:

il suo riconiscimento (Candida albicans) è spesso fondamentale per la soluzione positiva della sensibilità a molti cibi in molti pazienti. Nella mia esperienza, se la disbiosi viene risolta con successo, usando complessi omeopatici e adeguate misure di supporto, allora la Candida scomparirà assieme alla maggior parte, se nomi tutte, delle sensibilità al cibo.

Il Dr. Kenion suggerisce l’uso di complessi omeopatici che affrontino le cause del problema e l’uso di preparati omeopatici per stimolare gli organi a liberarsi dal peso delle sostanze tossiche e a collaborare nel ricostruire i naturali processi e il sistema immunitario del corpo. La medicinia convenzionale, a differenza di quella olistica ( Olismo : dottrina biologica della strutturazione globale, secondo la quale l'’rganismo vivente, inteso come un tutto, ha proprietà diverse da quelle degli elementi che lo costituiscono.Secondo questa dottrina,la personalità che opera in situazioni sociali diverse, non può venire considerata con procedimento analitico, ma valutata in maniera unitaria ) anziché affrontare le cause del problema, tende a focalizzarsi sulla soppressione dei sintomi. la maggior parte dei quali richiede cure a breve termine con costi a lungo termine a carico dei sottili equilibri all’interno del corpo.

Secondo me, ciò che rende autistica una persona è la gamma di adattamenti complessi, alternativamente volontari e involontari, al sovraccarico di informazioni causato da scarso filtraggio ed elaborazione. Se la disbiosi, in particolare, lede l’elaborazione delle informazioni con i suoi effetti sulla tossicità, sulla sintesi di vitamine e minerali e sul rifornimento di sostanze nutritive per il cervello e se, come ipotizzato, è una causa di fondo importante e modificabile di questi problemi, è possibile che una grossa percentuale di casi di condizioni correlato all’autisrno, sia completamente trattabile all’interno del campo della medicina complementare col tipo di tecnologia (tecniche avanzate del Vega Test Asegmental Electogram Technology) ed omeopatia complessa usata da professionisti specializzati come il Dr. Kenion. Ci saranno, naturalmente, regressi nello sviluppo dovuti a ritardi evolutivi a lungo termine, ma la cosa importante è rimuoverne i blocchi così che la persona possa progredire sia all’età di 5 che di 15 o 50 anni.

 

5) Ipoglicemia

L’ipoglicemia è una condizione metabolica per la quale si hanno improvvisi cali del livello dello zucchero nel sangue. Questi cali possono produrre torpore e incapacità di elaborare informazini, di iniziare un’azione, ragionare, concentrarsi o prestare attenzione.

Prima di questi cali improvvisi, c’è spesso una netta crescita di tale livello che può portare all’incapacità di controllare il comportamento e ad uno scoppio violento di emotività o attività.

Le persone affette da questo problema sembrano talvolta passare da un estremo all’altro: a qualcuno di loro è stata fatta una diagnosi sbagliata di depressione maniacale o disturbi dell’umore.

La causa dell’ipoglicemia può essere ereditaria e trasmessa geneticamente; i sintomi che potrebbero evidenziarsi nei membri più anziani della famiglia sono:

diabete in età matura, insaziabilità di zucchero o una storia di alternanze di umore. L’ipoglicemia reattiva, però, può essere acquisita come conseguenza della Candida albicans; in questo caso gli attacchi di ipoglicemia possono non essere basati soltanto sulla quantità di tempo che intercorre tra i pasti, ma su quanto è stato mangiato durante tutta la giornata, sull’esposizione al fumo di sigaretta o a sostanze chimiche nell’aria, su farmaci assunti e sul livello generale di stress, compresi stati emotivi estremi o reazioni estreme a stimoli sensoriali.

Il trattamento dell’ ipoglicemia, contrariamente all’impressione data dal termine, non si basa sull’assunzione di zuccheri, che in realtà contribuirebbe nel tempo ad aggravare la condizione. Se non curato, chi soffre di questo stato e indulge su cibi e sostanze zuccherati, può passare da uno stato medio ad uno grave.

Per aiutare a combattere l’ipoglicemia, ci sono integratori vitaminici e minerali specifici, che si possono trovare elencati nella maggior parte dei libri sull’argomento (spesso disponibili nei negozi di alimenti dietetici), ma se si sta già prendendo un integratore, bisognerà consultare una persona esperta in medicina naturale per sapere se sia opportuno raddoppiarne i tipi o come cambiarne i dosaggi.

Oltre agli integratori, presi regolarmente ma non in eccesso, possono essere di aiuto l’esercizio fisico e una dieta libera da tutti i cibi elaborati e raffinati e soprattutto da tutti i carboidrati raffinati e dagli zuccheri aggiunti, che vengono consumati troppo rapidamente dal metabolismo superattivo di qualche ipoglicemico, con conseguente grave calo di zucchero nel sangue. Ciò, a sua volta, attiva la liberazione di adrenalina per mandare al fegato il messaggio di rilasciare i depositi di grasso che andranno scissi per ottenere energia. Questo flusso di adrenalina produce le punte maniacali prima dell’indebolimento dovuto alla caduta di zucchero, che porta all’incoscienza.

 

Poiché l’ipoglicemia è come un’altalena, l’ obiettivo è di stare nel mezzo, il meglio e il più a lungo possibile. Il modo per ottenerlo è il mangiare cibi a lenta digestione come i carboidrati complessi (prodotti con farina o frumento integrali e riso integrale). Nei casi lievi di ipogicemia, il modo per controllarla può essere il mangiare almeno ogni quattro ore; in casi moderati o gravi può implicare il mangiare sostanziosamente e regolarmente ogni due ore.

 

Ancora una volta bisogna considerare e affrontare la possibilità che la causa del problema sia la Candida albicans. Poiché pancreas e fegato sono anch’essì coinvolti nella regolazione dello zucchero nel sangue (così come la disintossicazione), è anche importante esplorare la disfunzione in questi organi e gli squilibri ormonali (per esempio la secretina, responsabile della produzione di enzimi nel pancreas e nel fegato). Nell’articolo Netralization of Phenolic compounds in Olistic General Practice, il Dr. Ber ricorda anche l’intolleranza a un altro composto fenolico, la florizina (abbondante, tra gli altri, in cibi comuni come la carne di manzo, il formaggio, lo zucchero e la soia), trovato comunemente miei diabetici. Egli continua sollevando il problema se sia possibile che la florizina interferisca non soltanto con la funzione endocrina del pancreas. ma con l’azione esocrina enzimatica. A parte le conseguenze dell’intolleranza al cibo sull’ipoglicemia reattiva, può valer ha pena di esplorare un’intolleranza al fenolo e alla florizina, non come conseguenza. ma come causa dell’ipoglicemia.

 

 

6) Trattamento con farmaci correlati agli ormoni

Ricerche recenti hanno rilevato una presenza troppo alta o troppo bassa di certi ormoni in qualche persona autistica e sono stati studiati farmaci per ristabilire gli equilibri ormonali in persone con tali condizioni. Ci sono però due cose importanti che vanno qui puntualizzate.

Una è che qualche situazione apparentemente collegata agli ormoni può avere in realtà altre cause di fondo. In tal caso, il trattare lo squilibrio ormonale può meramente equivalere ad affrontare i sintomi.

 

Una situazione di stress violento, prolungato e cronico è un esempio di qualcosa che potrebbe agire direttamente sui livelli ormonali. Anche i disturbi del sistema immunitario, come la Candida albicans, sono causa di tali squilibri e dovrebbero essere affrontati ed eliminati da persone consapevoli e preparate su queste condizioni, prima di cominciare cure con sostanze correlate agli ormoni.

I disturbi del sonno e dell’alimentazione possono essere collegati a queste condizioni, ma anche la deprivazione del sonno e i comportamenti alimentari o certi tipi di comportamenti ipnotici o autolesionistici possono produrre squilibri ormonali. Mentre tutto ciò può talvolta essere il risultato di tentativi istintuali di correggere la situazione ormonale, in tutti i casi in cui questi vengano effettivamente riscontrati, si dovrebbero prendere in considerazione i comportamenti ripetitivi come aggravanti dello squilibrio, prima che i comportamenti stessi vengano considerati sintomi anziché cause. Può essere benissimo che "offuscamento e "ronzii" provocati dall’effetto ormonale di comportamenti come la deprivazione di sonno, il vomito forzato, l’autoaffamamento, l’autoipnosi o l’autoaggressività, siano proprio ciò che le persone cercano attraverso l’uso dei comportamenti, anziché esserne la causa lo squilibrio ormonale.

I deficit di amminoacidi ed enzimi possono essere la conseguenza di squilibri ormonali (per esempio la secretina responsabile della produzione e della regolamentazione degli enzimi) che possono portare a problemi comportamentali di elaborazione o di comunicazione, come pure talvolta a nuovi squilibri ormonali. Un esempio recentemente riportato è un deficit dell’enzima necessario a scompone cibi ricchi di fenoli, deficit che è stato dimostrato causare un rialzo dei livelli di serotonina. Non è sufficiente affrontare uno squilibrio ormonale senza considerarlo nel contesto di altri che possono aver dato inizio al primo deficit.

 

7) Diete prive di frumento, di latte, di zuccheri e di additivi

Molte persone che, con queste diete, hanno riscontrato benefici nel migliorare l’elaborazione di informazioni in soggetti autistici, hanno allora presunto di trovarsi di fronte ad un’intolleranza al glutine (come nel morbo ciliaco), o ad un intolleranza al lattosio. In certi autistici l’intolleranza al frumento può, in realtà, non aver niente a che fare col glutine o, l’intolleranza ai latticini niente a che fare col lattosio. Il glutine e il lattosio non son che due componenti del frumento e del latte, ricchi anche in composti fenolici, acido gallico e "malvin" implicati nell’autismo e nella dislessia. Una persona può essere intollerante a queste componenti dei cibi comunemente usati che contengono farina di frumento e latte, senza avere problemi specifici col glutine o il lattosio.

 

Anche quando si scopre che l’intolleranza alla farina di frumento è dovuta al glutine e quella al latte è dovuta al lattosio, bisogna comunque cercare le cause di fondo. Può essere, per esempio, che tali intolleranze siano sorte come conseguenza di deficienze enzimatiche curabili, dovute a disfunzioni curabili del pancreas e/o del fegato o ad un problema coni l’ormone secretina, responsabile della produzione di enzimi, necessari alla scomposizione del glutine e/o del lattosio. Può essere che l’intolleranza al frumento o al latte sia soltanto un sintomo dell’infezione da fermenti Candida albicans, che dovrà essere anch’essa affrontata.

Lo zucchero, non soltanto aggrava l’infezione da Candida, ma ha un alto livello nel complesso fenolico, acido gallico, implicato nella dislessia, nell’iperattività e nei disturbi di deficit attentivi oltre ad essere causa importante di aggravamento dell’ipoglicemia. Chi prende in considerazione una dieta priva di zucchero, deve anche studiare la possibilità di condizioni sottostanti curabili, come la Candida albicans, l’intolleranza all’acido gallico e qualsiasi possibile disfunzione del fegato e del pancreas.

Una dieta priva di additivi è comunque una buona idea per chiunque, con o senza problemi di disintossicazione (con i conseguenti effetti sul cervello) perché, fondamentalmente, gli additivi sono per la maggior parte sostanze estranee messe miei cibi per dare a questi una vita più lunga negli scaffali e renderli più attraenti per il compratore. Ancora. molti cibi che contengono additivi hanno poi un alto contenuto in acido gallico e poiché sia la Candida sia la disfunzione del fegato sono coinvolti nella disintossicazione, può essere un’idea esplorare anche che cosa accada in queste aree.

 

 

8) Desensibilizzazione

 

Chiamata anche neutralizzazione, è fondamentalmente un approccio omeopatico usato per ridurre le reazioni allergiche al cibo o alle sostanze chimiche. In genere si tratta di accertare la soglia di tolleranza per ogni sostanza problematica, somministrando poi dosi diluite, attentamente calcolate, della stessa per trovare la diluizione alla quale la reazione allergica viene neutralizzata. Con l’adattamento del sistema, la risposta alle diluizioni viene progressivamente e attentamente monitorata e alla fine il paziente è in grado di tollerare soluzioni più concentrate, diventando meno sensibile alla sostanza in questione finché non sia in grado di tollerare l’esposizione alle sostanze allergeniche nell’ambiente o nella dieta.

Sono stata desensibilizzata per gravi allergie a cibi e sostanze organiche e posso affermare clhe per me la desensibilizzazione ha funzionato per un breve periodo. Per qualcuno può durare anche due anni, ma per me, sfortunatamente, soltanto sei settimane di relativa chiarità. Nell’articolo del Dr. Ber, Neutralizzazione dei composti fenolici nella Medicina Olistica, egli ipotizza che il mantenere il paziente indefinitamente con la diluizione finale, piuttosto che interrompere il trattamento a quel punto, possa aver successo in quei casi in cui la sensibilizzazione si ripresenterebbe.

L’alternativa è in genere vista come una dieta di evitamento, ma il cercare le cause sottostanti la sensibilizzazione o l’intolleranza al cibo o alle sostanze chimiche, è un altro sentiero da percorrere, particolarmente quando la desensibilizzazione fallisca.

Uno dei problemi della desensibilizzazione è la lunga durata e quindi il costo. C’è inoltre un numero molto piccolo di professionisti preparati (spesso medici generici che hanno studiato anche medicina complementare) in grado di affrontare efficacemente il problema.

Dal mio porto di vista. anche la desensibilizzazione è un curare i sintomi e bisognerebbe, se possibile, cercare innanzitutto le cause sottostanti e trattarle prima di ritornare all’opzione della desensibilizzazione, se ancora necessaria.

 

9) Cure con le erbe

 

Nomi si dovrebbe trascurare l’importanza dei trattamenti con le erbe come possibile alternativa alle cure con i farmaci e nell’affrontare i problemi sottostanti come la sensibilità a cibi e sostanze chimiche e allo stress cronico. Molte delle erbe ancora disponibili oggi hanno costituito la base delle sostanze sintetiche ora prescritte.

I rimedi dell’erbonista sono spesso assorbiti più facilmente dal corpo rispetto a quelli sintetici, particolarmente quando ci sia intossicazione. Ci sono erbe usate per disintossicare il sangue, per regolare i livelli ormonali, favorire la digestione, ridurre le reazioni allergiche e ristabilire e stabilizzare le funzioni organiche. I rimedi dell’erborista provocano effetti collaterali con meno facilità di quelli chimici.

Un aspetto negativo è la difficoltà di trovare un aiuto valido, attendibile e informato sull’uso e i dosaggi anche se le cure con le erbe sono state tramandate per centinaia di anni.

 

 

Psicoterapia

 

Pur se la psicoterapia ha un suo posto specifico nel trattamento di problemi psicologici o disturbi emotivi, è stata qui inclusa perché. che sia o meno applicabile all’autismo, è comunque ancora usata talvolta per "curare" gli autistici.

Chi usa tale tecnica vede se stesso come se affrontasse le cause piuttosto che sintomi. ma l’uso della psicoterapia per gli "autistici" è basato sul falso presupposto che l’autisnro sia una forma di malattia mentale o di disturbo psicologico o emotivo.

Secondo me, l’autismo causa molti problemi mentali od emotivi agli assistenti. Penso anche che l’incapacità delle persone non-autistiche di capire gli autistici possa creare in essi un altissimo grado di stress mentale ed emotivo.

Benché, presumibilmente. ci siano persone autistiche che hanno anche una malattia mentale o disturbi psicologici o emotivi, questi sono problemi addizionali che, di per sé, non porterebbero allo spettro di difficoltà viste nell’autismo.

Anche se gli autistici possono essere soggetti ad un più alto grado di stress rispetto alla maggioranza delle persone, un problema di elaborazione delle informazioni può in realtà defraudarli di significati e significatività personale, due degli elementi chiave nella malattia psicologica o emotiva, od avere disturbi focalizzati o complessi. La malattia mentale viene soprattutto dall’attribuire troppa significatività personale alle cose e questo è proprio il problema che qualche autistico potrebbe desiderare di avere.

Senza la possibilità di elaborare in modo efficiente ciò che vi ha disturbato, nel contesto in cui è accaduto, nella mia esperienza, è meno facile focalizzarsi particolarmente su un qualsiasi disturbo mentale od emotivo; così lo sviluppo di un disturbo o di una malattia complessa sarebbe un’elaborazione miracolosa per qualche autistico. Inoltre, basse soglie per il sovraccarico di informazioni possono portare a chiusure nell’elaborazione, e accade così spesso che l’impatto significativo di qualsiasi cosa altamente disturbante non abbia un effetto molto prolungato. Può accadere che l’essere spinto al di là del limite molte volte al giorno, porti in realtà una persona ad evitare di essere spinto in modo improvviso e clamoroso. Queste cose, comunque, possono essere diverse per persone con la Sindrome di Asperger che, malgrado i problemi di elaborazione delle informazioni, talvolta elaborano in modo coerente ciò che vedono o sentono e ottengono così un certo grado di significatività personale.

La psicoterapia presume spesso che i problemi della persona siano stati causati dall’ ambiente. Benché le difficoltà di qualche autistico vengano significati vamente peggiorate dalla non comprensione, da parte dei non ’autistici’, dei problemi sensoriali, percettivi o di elaborazione o di ìpersensibilità emotiva, ciò in genere non è quanto gli psicoterapeuti sono addestrati a trattare.

Certamente, i problemi di una persona autistica possono essere aggravati dall’ ignoranza ambientale, ma ciò non equivale a dire che gli assistenti non hanno cercato di essere comprensivi, compassionevoli o supportanti: soltanto che nessuno è abbastanza informato, dal punto di vista dell’autismno, per aiutarli a dimostrare questa comprensione, compassione e supporto in modo logico per l’autistico stesso. Questo non è il compito dello psicoterauta, ma il lavoro di un esperto sulla natura dell‘autismo.

Molti genitori con una bassa stima di sé e poco supporto sociale, si colpevolizzano troppo facilmente, in assenza di ogni altra causa facilmente visibile. Ciò è talvolta, quanto viene sfruttato nel processo psicoterapeutico e Può mettere in tensione i genitori, spesso già stressati mentalmente ed emotivamente nel ceraare di far fronte all’autismo del figlio e alla loro incapacità di aiutarlo.

La psicoterapia ipotizza spesso una fragilità psicologica o emotiva insita o acquisita, piuttosto che un’ipersensibilità causata da sovraccarico di informazioni. Talvolta trascura anche il fatto che la gente si adatta, modificandosi, ad ogni tipo di circostanze traumatiche o altro e che, in mancanza di una efficiente elaborazione di informazioni nel contesto in cui ciò si verifica, qualche "autistico" è in realtà molto più capace di recupero sulla significatività personale della maggior parte delle persone. La psicoterapia ha avuto qualche successo nel portare a comunicare e interagire persone altrimenti non comunicative o interattive, ma ciò può essere una coincidenza.

Mentre una variazione ambientale può creare cambiamenti e attivare abilità in qualcuno, ci sono spesso altri modi per raggiungere ciò, meno costosi di un viaggio allo studio dello psicoterapeuta. D’altra parte, un consultorio per genitori, bene informato, può talvolta essere una buona idea nell’aiutare qualcuno di loro ad affrontare l’accumulo di stress dovuto all’autismo del figlio e al dolore e al senso di colpa che troppo spesso li assale.

La ludoterapia potrebbe essere un’alternativa migliore nel promuovere interazione e comunicazione quando nè genitori nè figli hanno bisogno di consulenze. Un buon ludoterapista, inoltre, dovrebbe essere in grado di addestrare un genitore ad usare quelle tecniche anche in casa. Un approccio di questo tipo dovrebbe dare più forza ai genitori, che talvolta si sentono defraudati del controllo da parte dei professionisti, così come dai bambini per l’assistenza dei quali possono sentirsi incapaci.

 

Musica, Arte e Movimento

Anche la musica, l’arte e il movimento possono essere usati come media per costruire interazione ed espressività e come luogo in cui l’assistente e il terapista possono ‘‘incontrare’’ la persona autistica. Sono mezzi che possono rappresentare una messa a confronto meno diretta del linguaggio e quindi particolarmente utile con persone che soffrono di forte ipersensibilità emotiva o di ansia da esposizione: possono anche avere e portare un senso di equilibrio e di ritmo in grado di calmare ed equilibrare alti livelli di ansia e problemi di umore. Musica, arte e movimento possono essere usati flessibilmente in termini di livello di struttura e di grado di interazione/espressione diretta coinvolti.

Come qualche forma di ludoterapia, di gioco coi burattini e del "parlare attraverso gli oggetti" possono essere usati come semplicemente essere, così che la persona autistica sia incoraggiata ad esprimersi liberamente attraverso di essi.

Non c’è bisogno di usare i pennelli nell’arte e si può essere soltanto puramente incoraggiati a toccare il colore e congiungersi ad esso coprendo se stessi. Per qualcuno che generalmente trova l’inizio di un’azione o una scelta di fronte agli altri troppo difficile, anche questo può essere una conquista importante. Il colore è emotivamente sollecitante e il rappacificarsi con esso e perfino il decidere di avvicinarglisi per scelta o facendone una parte di sé, può far parte del processo di riconciliazione con le emozioni.

Musica e movimento possono rappresentare luoghi d’incontro a un livello più astratto. in cui la mente conscia, responsabile al massimo grado per la risposta di ansia all’attuarsi dell’esposizione, può essere meno in all’erta mano a mano che si costruiscan, molto gradualmente ma progressivamente, ponti dall’astratto e indiretto al più tangibile e diretto, prima all’interno di questi media e poi, al di là della musica, agli schemi vocali e al di là del movimento, agli schemi di contatto.

L’espressività attraverso questi media non ha bisogno di essere "vista", lodata e stabilita in alcun modo che passa portare troppa autoriflessione, forzatamente fornita e a confronto diretto, prima che ha persona sia pronta ad affrontarla. Ciò può essere particolarmente importante per chi sia così emotivamente ipersensibile o la cui ansia da esposizione sia così alta da non essere in grado di sopportare il forte impatto dell’autoriflessione derivante dal tentativo di qualcuno di condividere troppo direttamente una qualsiasi espressività a cui si sia data via libera.